Un brindisi con la birra fatta in casa 

 In Cantina
05.12.2016

Ci sono quelle industriali e quelle commerciali. Classificate in Ale, Lager e Lambic. A seconda del processo di fermentazione indispensabile per realizzarla. Ma c’è anche quella fai date: ecco come farla

La birra è una delle bevande più antiche prodotte dall'uomo, probabilmente databile al settimo millennio a.C., registrata nella storia scritta dell'antico Egitto e della Mesopotamia. Se ne parla addirittura nella Bibbi. Ma i veri artefici della diffusione della bevanda in Europa furono comunque le tribù Germaniche e Celtiche.

La birra è una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione di mosto a base di malto d'orzo, aromatizzata da luppolo. La birra è una delle più diffuse e più antiche bevande alcoliche del mondo. Viene prodotta attraverso la fermentazione alcolica con ceppi di Saccharomyces cerevisiae o Saccharomyces carlsbergensis di zuccheri derivanti da fonti amidacee, la più usata delle quali è il malto d'orzo, ovvero l'orzo germinato ed essiccato, chiamato spesso semplicemente malto.

Per produrre la birra, il malto viene immerso in acqua calda dove, grazie all'azione di alcuni enzimi presenti nella radichetta che si forma durante la germinazione, gli amidi presenti vengono convertiti in zuccheri fermentescibili. Questo mosto zuccheroso può essere aromatizzato con erbe aromatiche, frutta o più comunemente con il luppolo. Successivamente viene impiegato un lievito che dà inizio alla fermentazione e porta alla formazione di alcool, unitamente ad anidride carbonica, che viene per la maggior parte espulsa, ed altri prodotti di scarto derivanti dalla respirazione anaerobica dei lieviti. In questo processo si utilizzano ingredienti, tradizioni e metodi produttivi diversi. Il tipo di lievito e il metodo di fermentazione possono essere usati per classificare le birre in Ale (alta fermentazione), Lager (bassa fermentazione) o Lambic (fermentazione spontanea).

La birra può anche essere prodotta in casa. Per cimentarvi nell’impresa avrete bisogno, innanzitutto, di munirvi di un apposito kit di fermentazione facilmente reperibile online. Vi occorreranno inoltre bottiglie vuote, un chilo di zucchero, una pentola capiente e acqua. Oltre ovviamente ad un barattolo di malto che, dopo aver tolto il coperchio e la bustina dei lieviti, andrà scaldato ancora sigillato in acqua calda per una decina di minuti. Nel frattempo riempite a metà con acqua tiepida un bicchiere, versare la bustina di lievito e mescolare con un cucchiaino di zucchero. Aprite la lattina del malto e versatene il contenuto in una pentola capiente con dell’acqua calda: mescolate fino a sciogliere totalmente il composto. Quindi rimettetelo sul fuoco e fatelo bollire per 3-5 minuti. Dopodiché raffreddate velocemente il composto. A questo punto entra in scena il fermentatore: riempitelo con circa 3/5 di litri di acqua fredda, unite il mosto freddo e aggiungete altra acqua. Quindi misurate la densità della soluzione riempiendo il cilindro del test e inserendovi il densimetro.

A questo punto, incollate il termometro adesivo sul fermentatore e controllate la temperatura del mosto. Quando raggiungerà i 20/22 gradi, aggiungete il lievito sciolto nel bicchiere con lo zucchero e mescolate per una trentina di secondi. Chiudete con il coperchio il fermentatore e lasciate riposare per 24/36 ore. Trascorse le quali inizierà il cosiddetto gorgogliamento. Ad una temperatura di 20/22 gradi del mosto, il processo si completerà in circa 7/10 giorni nel caso in cui la temperatura del mosto sia stata mantenuta sui 20/22°C. A temperature superiori la fermentazione sarà più veloce.

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