Tartufi e castagne, conservateli così 

In frigoIn frigo
09.10.201409.10.2014

Tre metodi per salvare il prezioso aroma del tartufo: immerso nel riso resiste qualche giorno, in frigo si può arrivare fino a tre settimane, congelato sottovuoto si superano i sei mesi. Per le castagne il frigorifero basta per 15 giorni. Ma il metodo tradizionale della «Novena» resta imbattibile: vi permetterà di servirle anche a Natale


Ci sono cibi e cibi. Alcuni richiedono particolari tecniche di conservazione. Per preservarne le caratteristiche e i sapori. Specie quando si parla di alimenti pregiati e di alta qualità. Come nel caso del tartufo. Una serie di accorgimenti vi permetterà di salvaguardarne le proprietà. Si tratta, del resto, di un alimento che deperisce rapidamente, perdendo a poco a poco il suo prezioso aroma.
Se non si può gustarlo subito, è necessario ricorrere a metodi diversi a seconda dei tempi di conservazione che si intendono assicurare. Se avete intenzione di mangiarlo dopo pochi giorni, potete utilizzare un barattolo chiuso nel quale immergere il tartufo nel riso che ne assorbe l’umidità. Ma se vi occorre conservarlo più a lungo, diventa inevitabile ricorrere al frigorifero. In questo caso, avvolgete singolarmente i tartufi nella carta assorbente, quindi adagiateli in uno o più barattoli di vetro a chiusura ermetica. Non vi resta che riporli nel comparto frutta del vostro frigo dove potrà rimanere per due o tre settimane. Sottovuoto in buste di cellofan e congelati in freezer, invece, i tartufi si possono conservare, preservando il 90% del loro profumo, fino a sei o sette mesi.
Particolari accorgimenti meritano anche le castagne. Se raccolte nel bosco è sempre bene aspettare 4 o 5 giorni prima di mangiarle per permettere agli amidi di trasformarsi in zucchero, rendendo il frutto più dolce. Per un periodo di conservazione fino a 15 giorni, è sufficiente riporle in una busta di carta, in un luogo freddo e asciutto o anche in frigorifero. Ma se si vuole prolungare la vita delle castagne per almeno due o tre mesi, il tradizionale metodo della «novena» resta imbattibile. E’ un procedimento di conservazione che, come suggerisce il nome, richiede nove giorni. Mettete le castagne in un contenitore e ricopritele d’acqua. Dopo aver eliminato quelle tornate a galla, per i primi quattro giorni, il sesto e il settimo, sostituite metà dell’acqua per consentire la fermentazione. Il quinto e l’ottavo giorno, invece, cambiate l’acqua del tutto. Il nono giorno, rimuovete le castagne dall’acqua e mettetele ad asciugare, girandole, di tanto in tanto, per evitare che ammuffiscano. Una volta asciutte, conservarle in un luogo asciutto in sacchetti forati

Condividi