
Granita: il dolce più estivo che esista
La granita è fresca, dissetante, sinonimo di Mediterraneo! Ed ha una tradizione secolare.
La granita è di gran lunga il dolce più gettonato durante la bella stagione ed infatti si tratta del dessert al cucchiaio, dal composto semi-congelato e preparato con acqua, zucchero e spesso frutta fresca, che ha conquistato la penisola e non solo!
Le sue origini risalgono alla dominazione degli arabi in Sicilia, i quali portarono con sé la ricetta dello "sherbet", ovvero "bibita", una bevanda ghiacciata aromatizzata con succhi di frutta o acqua di rose.
A Messina, per preparare la granita, i nobili, usavano la neve che d'inverno veniva raccolta sui monti dai “nivaroli”, ossia uomini che si occupavano di raccogliere e conservare la neve.
Questa veniva poi stivata durante l'anno nelle nivieri, apposite costruzioni in pietra.
D’estate veniva prelevato il ghiaccio formatosi, per essere poi grattato e ricoperto di sciroppi di frutta o di fiori: nasce così "a rattata", l'antenata più giovane della granita siciliana!
Tradizionalmente, la granita veniva accompagnata con del pane fresco e croccante, mentre oggi questo è stato sostituito dalla famosa “brioscia” siciliana.
Per quanto riguarda i gusti tradizionali, secondo diverse fonti, le granite siciliane originali erano quelle al limone, alla mandorla e al gelsomino.
Oggi, però si sono molto diffusi, soprattutto nel catanese, il pistacchio (in particolare quello di Bronte), il caffè, la menta e i gusti alla frutta quali: fragola, pesca, anguria e gelsi neri.
Ma la consistenza perfetta qual è?
Solo nel XX secolo, la neve, viene sostituita con l’acqua, ed il miele con lo zucchero, mentre il pozzetto manuale grazie al mantecatore, è stato successivamente sostituito dalla gelatiera.
Oggi questo consente comunque di mantenere l’inconfondibile impasto cremoso, privo di aria e ricco di sapore che, grazie alle sue peculiari caratteristiche, è conosciuto in tutto il mondo come granita siciliana!
Anche sull'isola originaria la granita modifica però la sua consistenza in base alla zona: la più vicina alla tradizione è quella messinese, che presenta una consistenza semi-cremosa e un sapore più dolce.
Al contrario, quella catanese, ha un sapore leggermente più aspro e una consistenza più solida, simile a quella del gelato.
E se volessimo prepararla a casa?
Si parte scaldando, in un pentolino, l'acqua con lo zucchero, tenendo la fiamma bassa per circa 10 minuti.
Si fa raffreddare il composto, si aggiunge il succo di limone, si mescola bene, per poi filtrare tutto il liquido.
Il trucco per preparare una buona granita siciliana resta sempre quello di munirsi di una frusta da cucina e di un contenitore alto e stretto in acciaio e di girare in continuazione il composto, con movimenti rapidi e circolari.
Riporre poi il contenitore in freezer, avendo l’accortezza di mescolare ogni 20-30 minuti per almeno 5-6 volte, in questo modo si eviterà la formazione di cristalli rendendo la vostra granita cremosa come quella originale!
Conoscete la mezza con panna?
Non è altro che l'abbreviazione di mezza granita di caffè con uno strato di panna.
È servita in un bicchiere diviso in due strati: quello inferiore di granita di caffè e quella superiore di panna montata.
La granita al caffè è molto diversa dall'originale, in quanto deve essere shakerata fino a diventare un composto vaporoso di color beige brillante, differente dal classico nero caffè.
Ma parliamo anche della panna, accompagnatrice fedele della granita!
Questa deve essere adagiata sulla granita al caffè, senza badare ai bordi del bicchiere: deve infatti fuoriuscire, quasi ad alludere alle montagne innevate da cui la granita deriva!
La panna utilizzata non è la classica di pasticceria, ossia quella per farcire le torte, ma deve essere più sostenuta e contenere una percentuale maggiore di zucchero, consentendole così di inglobare più aria e di avere una consistenza compatta in modo tale che, a contatto con il freddo della granita, non si smonti.
Non tralasciamo la brioche!
Questa, assieme alla granita, va mangiata seguendo un rigoroso rito: staccato il “tuppo”, lo si intinge nella parte di panna emergente dal bordo del bicchiere per gustare al massimo il singolo ingrediente.
Una volta assaporato lo strato di panna sopra al livello del bicchiere e finito il tappo, si potrà affondare il cucchiaino per estrapolare, insieme, uno strato di granita di caffè e uno di panna!
Non vi resta poi che divorare il resto!
E voi, come preferite assaporare questo delizioso dolce?
Se volete conoscere delle curiosità sul cibo e tanto altro, visitate la rubrica "In Famiglia".
Le informazioni contenute in questo articolo hanno il solo scopo informativo.
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