Mamma, non digerisco il lattosio 

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16.09.201516.09.2015

E’ un’intolleranza diffusa. Causata dalla carenza del lattasi, l’nzima che scinde lo zucchero del latte in glucosio e galattosio. Può provocare disturbi fastidiosi: dal gonfiore alla flautulenza, dal meteorismo alla diarrea. E l’unico rimedio è l’eliminazione dalla dieta. Ma oggi ci sono delle alternative: ecco quali


E’ una deficienza dell’enzima lattasi. L’enzima, cioè, in grado di scindere lo zucchero del latte (di mucca, capra, asina ma anche del latte materno), in glucosio e galattosio. La sua carenza determina la cosiddetta intolleranza al lattosio. In pratica, quando il lattasi non fa il suo dovere, il lattosio non viene correttamente digerito, rimane nell’intestino e, una volta raggiunto il colon, per effetto della microflora batterica, viene trasformato in idrogeno, causa di gonfiore, flautulenza e meteorismo, e acidi organici. Non solo: il lattosio indigerito trattiene acqua nell’intestino provocando diarrea. Sebbene i sintomi siano inequivocabili (compaiono di solito tra i 30 minuti e le due ore successive all’assunzione di lattosio), è tuttavia opportuno fare un test per accertarla. Uno dei più efficaci è il Breath test all’idrogeno.
L’intolleranza al lattosio ha una sola cura: l’eliminazione dalla dieta. Cosa, per la verità, più facile a dirsi che a farsi, vista la sua presenza, oltre che nel latte, in molti dei suoi derivati. Non solo: se ne rinvengono tracce anche nelle cipolle, nei broccoli, nelle uova e nelle pere, senza contare che viene a volte utilizzato come additivo in alcuni insaccati e in alcuni farmaci. Non mancano neppure le controindicazioni: eliminando il lattosio dalla dieta, infatti, si può andare in contro ad un calo di assorbimento del calcio con conseguenze per le ossa. La dieta dell’intollerante al lattosio, quindi, non può prescindere dalla somministrazione di integratori a base di calcio.
Il latte può essere rimpiazzato nella dieta dal latte senza lattosio, destinato proprio all’alimentazione delle persone intolleranti, che il vantaggio di avere un valore nutrizionale praticamente identico a quello tradizionale che abbia subito gli stessi trattamenti preliminari. Se ne trovano in commercio diverse tipologie offerte in differenti confezioni. Una valida alternativa per gli intolleranti al lattosio è inoltre offerta dal latte di riso, di soia e di capra

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