Un brindisi rosè per la primavera 

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02.05.201602.05.2016

E’ una delle tipologie di vino tipiche della produzione italiana. Si ottiene con diversi procedimenti che attenuano il colore rosso dell’uva. Alla Puglia lo scettro della tradizione. Dal Salice Salentino al Cerasuolo d’Abruzzo passando l’Aglianico. Importato anche in Australia e California


E’ uno dei tipi di vini più particolari nel panorama della produzione italiana. Si tratta del rosè. Che può essere ottenuto attraverso tre diversi procedimenti. Utilizzando le uve rosse con poco colore o di colore rosa, un mix di poche uve rosse e molte uve bianche o uve rosse di qualunque varietà macerandone solo una minima parte. In quest’ultimo caso, vengono estratte solo parzialmente le sostanze coloranti delle bucce.
In generale, il procedimento prevede di iniziare con la normale pigiatura dell’uva rossa seguita dall’inizio della fermentazione del mosto contenente anche le vinacce. Si lascia continuare la fermentazione per 4-12 ore, per ottenere una parziale liberazione di sostanze coloranti. Quindi si separano le bucce dalla massa fermentante per interrompere la colorazione del mosto, limitandola al grado di intensità desiderato. Con uve molto ricche di colore possono essere più che sufficienti 4-5 ore di fermentazione con le bucce. E’ possibile, infine, unire poco mosto rosso a molto mosto senza colore. In ogni caso il vino rosato deve essere prodotto dalla fermentazione del solo mosto fiore.
Tra i più noti e apprezzati rosati figura senza dubbio il Salice Salentino rosato, un vino Doc prodotto nelle province di Brindisi e Lecce. Colore brillante, odore intenso, fruttato e floreale, sapore secco, fresco, sapido ed equilibrato, si sposa alla perfezione con la tradizionale frisa salentina. Ottimo su linguine ai frutti di mare, spigole, orate. Ma anche anche con una pizza margherita. Tra i rosati, anche il Cerasuolo d'Abruzzo fa parte dei vini Doc prodotti nelle province di Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo. Colore rosso ciliegia più o meno carico, odore gradevole, delicatamente vinoso, fruttato, fine ed intenso, sapore secco, morbido, armonico, delicato con retrogusto gradevolmente mandorlato, è un vino a tutto pasto, ideale da abbinare agli spaghetti al pomodoro e basilico e ad un tagliere di salumi non molto grassi. E, infine, l’Aglianico: un vitigno rosso coltivato prevalentemente in Basilicata, Campania, Puglia e Molise introdotto negli ultimi anni in California e Australia, dove si sviluppa grazie al clima prevalentemente soleggiato.

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