Una carica di energia naturale 

Dall’opera delle api e dell’uomo un prodotto ricco di zuccheri, enzimi, vitamine e sostanze antibiotiche naturali: il miele. Assumerne 20-30 grammi al giorno può essere un’ottima abitudine. Usate come sinonimi, marmellata e confettura sono in realtà due parole che indicano prodotti diversi. A base di agrumi il primo, di altra frutta il secondo


Ma quanto lavoro c’è dietro un vasetto di miele? Tanto. Innanzitutto quello delle infaticabili api. Tutto comincia, del resto, con la trasformazione delle secrezioni dei fiori (nettare) operata proprio da questi laboriosi insetti. E prosegue con l’opera dell’uomo che completa una complessa catena di montaggio. Il miele, immagazzinato dalle api nelle cellette dei favi, viene estratto per centrifugazione, per poi essere confezionato dopo un periodo di decantazione.
Alimento energetico composto da zuccheri semplici (fruttosio-glucosio), enzimi, vitamine, oligominerali e sostanze antibiotiche naturali, che rafforzano il sistema immunitario, il miele esercita una lunga serie di effetti benefici sull’organismo umano. Dall’azione decongestionante delle prime vie respiratorie a calmante della tosse. Dal potenziamento della resistenza all’azione cardiotropa. E ancora: protettore e disintossicante del fegato; regolatore dell’apparato digerente; diuretico; antianemico del sangue; fissatore del calcio e del magnesio sulle ossa. Assumerne 20/30 grammi al giorno come sostituto dello zucchero è certamente una buona abitudine. Salvo ovviamente controindicazioni (diabete). Consigli per l’uso: per gustare il miele come dolcificante nel latte o in altre bevande, non aggiungetelo mai quando sono bollenti. Una temperatura troppo alta priva il miele di gran parte delle sue proprietà. Il miele è un alimento che si conserva facilmente e a lungo, ma occorre non lasciarlo invecchiare troppo (mai oltre i due anni) per evitare la perdita di proprietà e caratteristiche organolettiche. Quanto ai valori nutrizionali, 100 grammi di miele contengono 304 kcal, zero grassi, 82,4 grammi di carboidrati, 0,3 di proteine, 0,2 di fibre, 82,12 di zuccheri, 17,1 di acqua.
Marmellata o confettura? Se i due termini si utilizzano comunemente come sinonimi, in realtà c’è una differenza sostanziale sancita addirittura da una direttiva dell’Unione europea. Mentre la marmellata è un prodotto a base di agrumi (limone, arancia, mandarino e, più raramente, cedro, pompelmo e bergamotto), per la confettura si usa invece ogni altro tipo di frutta. La differenza sta anche nella percentuale di frutta usata nei due composti: almeno del 20 per cento per la marmellata, del 35 per cento per la confettura, del 45 per cento per la confettura extra. Il nome marmellata deriva dal portoghese marmelo, mela cotogna. Nel ricettario romano di Apicio, risalente al IV-V secolo dopo Cristo, si tramanda che i greci usavano bollire le mele cotogne con il miele, per ottenere una conserva che, di fatto, rappresenta l’antenato della marmellata. Quanto ai valori nutrizionali, variano tra le 130 e le 260 kcal per 100 grammi. 

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