Maggio, il tempo delle fave 

Sono legumi noti per le sue proprietà nutrizionali e benefiche. Contengono acqua, fibre, proteine e pochissimi grassi. Con circa 70 calorie ogni cento grammi di prodotto fresco, sono adatti alle diete ipocaloriche. Facilitano la diuresi e la motilità intestinale


La fava è una pianta della famiglia delle leguminose o fabaceae. Possiede un apparato radicale fittonante, con numerose ramificazioni laterali nei primi 20 centimetri che ospitano specifici batteri azotofissatori. Il frutto è l’omonimo legume allungato, cilindrico o appiattito, terminante a punta, eretto o pendulo, glabro o pubescente che contiene da due a dieci semi con ilo evidente, inizialmente verdi e di colore più scuro (dal nocciola al bruno) a maturità.
Secondo un’antica tradizione agraria, nell’orto sarebbe bene seminare alcune fave all’interno delle altre colture poiché questo legume, oltre ad arricchire il terreno di azoto, attirerebbe su di sé tutti i parassiti, che di conseguenza non infesterebbero gli altri ortaggi. La fava viene avvicendata come coltura miglioratrice tra due frumenti. Il terreno viene preparato in estate, poi affinato e concimato: la semina si fa a righe o a buchette, in modo da avere 8-10 piante/m2. Essendo una pianta che teme il caldo, nelle zone climatiche temperate calde la semina delle fave va effettuata in autunno o all’inizio dell’inverno, con raccolti a partire da circa 180 giorni dopo. Per le zone molto fredde è meglio seminare in primavera.
Il fosfato di ammonio è il principale concime chimico utilizzato per la produzione di fave. Tra gli insetti che attaccano la fava il più importante è l’afide nero della fava (Aphis fabae). Tra le avversità da funghi vi sono la muffa grigia della fava (Botrytis fabae), la ruggine della fava (Uromyces fabae) e l’antracnosi della fava (Ascochyta fabae). Stando ad una credenza popolare diffusa in Italia, se si trova un baccello di fava contenente sette semi si avrà un periodo di grande fortuna.
Ma le fave si caratterizzano soprattutto per le loro proprietà nutrizionali e benefiche. Contengono molta acqua, fibre, proteine e una irrilevante la presenza di grassi. Il basso apporto calorico, circa 70 calorie per cento grammi di prodotto fresco, ne fa un cibo adatto alle diete ipocaloriche. L’acqua e le fibre facilitano la diuresi e la motilità intestinale. Sono ricche di sali minerali e ferro, ovviamente vegetale, che ne fa un cibo consigliato anche in casi di carenza di questo minerale. Contengono anche molte vitamine, a cominciare l’acido ascorbico.

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