Colorate e dissetanti, ma con parsimonia 

Bibite zuccherate e light: ecco cosa c’è da sapere. Un un tè freddo può contenere l’equivalente di 4 cucchiaini di zucchero. Meglio non esagerare. E anche nelle versioni diet, meglio moderare il consumo: i dolcificanti sintetici hanno zero calorie ma tante controindicazioni


Sole, caldo, mare. E voglia di qualcosa di fresco per vincere sete e afa. E allora, acqua a volontà ovviamente. Ma siamo pur sempre nel periodo dell’anno in cui, magari una bella bibita fresca per rifocillarsi sotto l’ombrellone potrebbe anche starci bene. Attenzione, però a non esagerare. Cola, aranciata, tè freddo e via dicendo nascondono un’insidia sotto forma di zuccheri e kcal. Un tè freddo già zuccherato, ad esempio, equivale ad assumere circa 4 cucchiaini di zucchero. Esagerare con i bicchieri vuol dire, quindi, esagerare con gli zuccheri. E anche nelle versioni light delle stesse bibite, nelle quali gli zuccheri sono sostituiti da dolcificanti sintetici, sebbene per ragioni differenti, l’abuso resta comunque sconsigliato.
Le cosiddette bibite light, o diet presentano una composizione analoga a quelle tradizionali ma con una differenza fondamentale: non contengono zuccheri, sostituiti da edulcoranti a bassissimo o nullo apporto calorico. Aspartame, acesulfame K, ciclamato di sodio e saccarina sono i principali edulcoranti utilizzati. Si tratta di sostanze chimiche che, pur conferendo un sapore dolce alla bibita, non contengono calorie. Si caratterizzano per un potere dolcificante elevatissimo, che va da 30 a 500 volte quello del saccarosio. I dolcificanti artificiali hanno inoltre il vantaggio di essere acariogeni, non favoriscono cioè l’insorgenza delle carie. Non solo: non determinano né squilibri della glicemia né picchi insulinici possibili responsabili del diabete. Non mancano però le controindicazioni. Innanzitutto i dolcificanti non hanno lo stesso sapore dello zucchero e l’aspartame, in particolare, lascia un retrogusto che risulta sgradevole a molti. Ma il fattore principale da tenere in considerazione e da cui guardarsi è l’origine di queste sostanze: gli edulcoranti artificiali sono, infatti, sostanze del tutto estranee alla nostra alimentazione, che vanno, pertanto, assunte con estrema cautela.
Per questa ragione, bisogna fare attenzione a non superare la dose giornaliera accettabile, cioè la quantità massima tollerabile di una sostanza che un essere umano, tenuto conto del suo peso corporeo, può assumere ogni giorno senza incorrere in effetti negativi. Ecco alcuni parametri di riferimento che può essere utile conoscere: aspartame 40 mg/kg di peso corporeo/die; saccarina 2.5 mg/kg peso corporeo/die; ciclamato di sodio 11 mg/kg peso corporeo/die. Fermo restando che, a prescindere dai valori sopra riportati, i dolcificanti sintetici non devono essere assunti dai bambini sotto ai tre anni e dalle donne in stato di gravidanza o in allattamento. Altro componente a cui prestare attenzione nelle bevande a base di cola, comprese quelle light e zero, così come negli energy drinks, è la caffeina. In elevate quantità può, infatti, indurre tachicardia, extrasistoli, ipertensione. Se gli adulti non dovrebbero superare i 300 milligrammi di caffeina (l’equivalente di 4-5 caffè) al giorno, nei bambini questa quantità si riduce drasticamente.

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