Prosit! La storia millenaria della birra 

Citata nella Bibbia, nota già ai babilonesi e agli antichi egizi, etruschi e romani le preferivano il vino. La sua diffusione in Europa si deve alle tribù celtiche e germaniche. Viene prodotta attraverso la fermentazione di zuccheri con ceppi di Saccharomyces cerevisiae o Saccharomyces carlsbergensis. Acqua e lieviti sono i suoi ingredienti fondamentali


Se ne parla addirittura nella Bibbia. Ma se ne rinvengono tracce già nel VII millennio avanti Cristo, nell’antico Egitto e in Mesopotamia. Dove, pare, sia nata la professione del birraio. Nella cultura mesopotamica la birra aveva anche un significato religioso: veniva bevuta durante i funerali per celebrare il defunto ed offerta alle divinità per propiziarsele. Anche per gli antichi egizi il suo consumo era legato ad influssi mistici. Ma con una sostanziale differenza rispetto ai Babilonesi: la produzione della birra era divenuta una vera e propria industria, al punto che i faraoni possedevano delle vere e propriefabbriche. Come i greci, anche gli etruschi e gli antichi romani preferivano di gran lunga il vino. I veri artefici della diffusione della birra in Europa, infatti, furono le tribù germaniche e celtiche.
Oggi la birra è una delle più diffuse e più antiche bevande alcoliche del mondo. Viene prodotta attraverso la fermentazione con ceppi di Saccharomyces cerevisiae o Saccharomyces carlsbergensis di zuccheri derivanti da fonti amidacee, la più usata delle quali è il malto d’orzo, ovvero l’orzo germinato ed essiccato. Fu durante la rivoluzione industriale, che la produzione di birra passò da una dimensione artigianale ad una prettamente industriale. Sempre nello stesso periodo, furono eseguiti studi specifici sul lievito, che permisero di produrre la birra a bassa fermentazione, di gran lunga la più diffusa nel mondo. Per produrre la birra, il malto viene immerso in acqua calda dove, grazie all’azione di alcuni enzimi presenti nella radichetta che si forma durante la germinazione, gli amidi presenti vengono convertiti in zuccheri fermentescibili.
Questo mosto zuccheroso può essere aromatizzato con erbe aromatiche, frutta o più comunemente con il luppolo. Successivamente viene impiegato un lievito che dà inizio alla fermentazione e porta alla formazione di alcool, unitamente ad anidride carbonica, che viene per la maggior parte espulsa, ed altri prodotti di scarto derivanti dalla respirazione anaerobica dei lieviti. In questo processo si utilizzano ingredienti, tradizioni e metodi produttivi diversi. Il tipo di lievito e il metodo di produzione possono essere usati per classificare le birre in ale, lager o birre a fermentazione spontanea. La birra è composta dall’85% al 92% di acqua. Tra i minerali dell’acqua che interessano maggiormente i birrai ci sono il calcio, i solfati e i cloruri. La maggior parte degli stili di birra si produce utilizzando una delle due specie di microrganismi unicellulari del tipo Saccharomyces, comunemente chiamati lieviti. Si tratta di funghi che consumano zuccheri e producono alcol e anidride carbonica. Esistono fondamentalmente due famiglie di lieviti che definiscono i due più grandi gruppi di birre: ale e lager. 

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