Benvenuti alla “prova” del tonno 

L’Italia è il secondo produttore europeo. E ne consumiamo tre chili a testa all’anno. Ecco come scegliere tra le diverse tipologie in vendita nei supermercati. Dalla pesca all’olio per la conservazione, consigli utili per puntare alla qualità migliore


Tenerne qualcuna in casa di scorta non è mai una cattiva idea. Per un pasto veloce, una pasta da cucinare al volo o magari per una semplice in salata. Una scatoletta di tonno può tornare sempre utile. Non si sa mai. Ne consumiamo, del resto, circa tre chili a testa all’anno. E non a caso l’Italia è il secondo produttore d’Europa. Ma come scegliere una scatoletta di tonno tra le tante marche e tipologie disseminate negli scaffali dei supermercati?
Primo: verificare in che modo è stato pescato. Quello pescato a canna ha un pregio: riduce lo stress del pesce legato alla pesca con le reti assicurando una maggiore qualità del prodotto. Di solito, il tonno pescato a canna esibisce un’etichetta blu sulla scatola. Secondo: l’olio in cui il tonno viene conservato. L’olio d’oliva, in particolare, l’extravergine, è certamente il migliore. Ma prestate attenzione anche alla quantità di tonno sgocciolato nella scatoletta per evitare di acquistare più olio che tonno. In alcuni casi l’olio raggiunge il 35-40% del contenuto della confezione: un prezzo più basso a volte nasconde una quantità minore di tonno. Terzo: occhio alla presenza di additivi, leggete sempre l’etichetta. Quarto: sempre dall’etichetta scoprirete se il tonno nella scatoletta è «a base di pesce congelato» o se, invece, è «lavorato fresco». Inutile dire che quello della seconda tipologia è sicuramente migliore.
Dal punto di vista calorico, una scatoletta di tonno fornisce un apporto energetico contenuto. Ciononostante, il tonno è un alimento ricco di iodio, potassio, fosforo, omega 3, e vitamina B. Inoltre, è un alimento versatile che si presta, in cucina, agli impieghi più disparati. Dall’insalata alla pasta, dall’insalata di riso a ricette ben più elaborate come i cibi ripieni. Le varie parti del tonno (ventresca, filetti, bottarga, mosciame, lattume, cuore, buzzonaglia) vengono utilizzate per la preparazione di piatti che ne prevedono l'uso crudo, come nel sushi o nel sashimi, e cotto. Normalmente in Italia i tonni maggiormente commercializzati sono quello a pinna gialla (yellowfin), una specie oceanica molto diffusa e di prezzo generalmente più basso, e il tonno rosso (bluefin), tipico del Mediterraneo ma in via di estinzione.  

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