La storia di Nagasaki raccontata da un Festival 

Una appuntamento in tre giornate che si ripete ogni anno. Il Kunchi fa rivivere la tradizione di una delle più importanti città del Giappone. Tra storia e tradizione una kermesse che si è evoluta nel tempo. E che anima strade e quartieri con i suoi colori debordanti


Kunchi, anche Nagasaki Kunchi o Nagasaki Okunchi. Chiamatelo come preferite, ma resta pur sempre il più famoso festival di Nagasaki, in Giappone. E nato come una celebrazione dell’autunno alla fine del XVI secolo ed è diventato, con il tempo, un festival vero e proprio quando Suwa Shrine è stata fondata nel 1642. In realtà, ai suoi albori, lo scopo del Festival era un altro. Quello di verificare la presenza di cristiani nascosti dopo il divieto sul imposto alla grande religione monoteista. Una consuetudine ancora oggi evidente nella cosiddetta proiezione giardino, ossia l’usanza nei diversi quartieri consistente nella pratica di aprire, da parte dei cittadini, le proprie case al pubblico per essere controllate. Uno dei più famosi spettacoli del Festival è la danza del drago che è stata originariamente eseguita a Capodanno dai cinesi residenti a Nagasaki. Le prove per la festa iniziano il primo giugno di ogni anno. E poi, dal 7 al 9 ottobre, la presentazione del Festival. Un appuntamento che racconta la storia stessa di Nagasaki. Con i suoi colori debordanti, dai tre siti principali del festival allestiti nelle strade. Che regalano un clima di festa a tutta la città. Un appuntamento, per chi può, da non perdere assolutamente.

Condividi questa pagina