Tutti in India per il Festival dei colori e dell’amore 

In primavera ricorre la giornata dell’Holi. Antica festa religiosa induista cara non solo al mondo indu, ma anche a molte regioni dell’Asia meridionale e affermatasi anche in Amenrica del Nord e in Europa. Dal falò della vigilia al carnevale del giorno dopo tra canti e balli


Voglia di primavera? Eccola, è finalmente arrivata. E alla primavera è dedicato proprio l’Holi festival, dedicato ai colori e all’amore. Un’antica festa religiosa induista cara non solo al mondo indu, ma anche a molte regioni dell’Asia meridionale e non solo.
Certo, è una ricorrenza onorata prevalentemente in India, in Nepal e in Paesi dove è significativa la presenza di gruppi etnici indiani. Ma la festa si è affermata anche in America del Nord e in Europa. Si inaugura con l’accensione, la notte prima della ricorrenza, di un falò che prende il nome di Holika (demone delle scritture Hindu e Veda) Dahan, dove Holika. La mattina seguente è il momento dell’esplosione vera e propria della festa con un carnevale di colori, danze e canti. L’Holi è celebrato, solitamente, all’avvicinarsi dell’equinozio di primavera in un giorno di plenilunio. La data, quindi, non ricade mai nello stesso giorno ma varia ogni anno.
Ma qual è il significato allegorico del Festival? Innanzitutto la vittoria del bene sul male. Oltre all’arrivo della primavera e all’addio dell’inverno. E, soprattutto, l’incontro con gli altri, la voglia di ridere, dimenticare i dolori e perdonare.

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