Scozzese o norvegese? Il salmone servito in tavola 

 In frigo
08.01.2018

Quello prodotto nel Paese scandinavo si distingue per le carni dal gusto dolce e l’intensa colorazione rosa. Mentre quello della Scozia è celebre nel mondo per la tecnica di affumicatura con legni aromatici: si caratterizza per le carni più chiare dal gusto dolce e delicato


Scozzese o norvegese? Qual è il salmone migliore? In comune hanno il nome: salmone. Un un pesce osseo d’acqua dolce e marina tipico dei mari temperati e freddi del nord Atlantico. Le sue carni sono molto morbide e gustose, di tipico colore rosato, e lo rendono uno tra i pesci più pregiati. La sua importanza per la pesca commerciale è elevatissima, viene catturato con vari tipi di rete da posta. È una delle specie di pesci più allevate negli impianti di itticoltura. E tra i maggiori produttori a livello mondiale ci sono proprio la Norvegia e la Scozia. Ma in cosa differiscono?
I salmoni del nord della Norvegia, allevati in mare aperto nelle fredde acque ricche d’ossigeno del Mare di Norvegia, sono nutriti con mangimi a base di farina di pesce e certificati OGM-free, cioè senza l’impiego di organismi geneticamente modificati. Il salmone norvegese si distingue per le carni dal gusto dolce e l’intensa colorazione rosa. E quello scozzese? La sua fama deriva dal fatto che furono proprio gli Scozzesi a dedicarsi per primi all’affumicatura a freddo, senza cottura, di questo pesce oggi difficile da escare nei fiumi del Paese. Per questo viene prodotto in allevamenti al largo delle isole scozzesi che prestano particolare attenzione al prodotto. Con un continuo ricircolo di ossigeno e l’impiego di mangime naturale. Si tratta di un salmone dalle carni più chiare rispetto a quello norvegese, ma dal gusto dolce e delicato. In particolare quello a filettatura e salatura manuale, affumicatura ad impiccagione con una lenta combustione di pregiati legni aromatici.

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