Carnevale ago e filo, ecco la maschera fai da te 

 In famiglia
20.02.2017

Festa della tradizione cattolica amatissima dai bambini. Si caratterizza per l’usanza del mascheramento. Celebrata, in particolare, nei giorni di giovedì e martedì grasso. Che precede l’inizio della Quaresima. Ecco qualche espediente per aggiungere divertimento a divertimento. E realizzare da voi il costume per i vostri figli


Il carnevale è una festa che si celebra nei Paesi di tradizione cattolica. I festeggiamenti si svolgono spesso in pubbliche parate in cui dominano elementi giocosi e fantasiosi; in particolare, l’elemento distintivo e caratterizzante del carnevale è l’uso del mascheramento. La parola carnevale deriva dal latino carnem levare (“eliminare la carne”), forse influenzata anche dal latino vale (quasi fosse “carne, addio!”), poiché indicava il banchetto che si teneva l’ultimo giorno di Carnevale (Martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima. I festeggiamenti maggiori avvengono il Giovedì grasso e il Martedì grasso, ossia l’ultimo giovedì e l’ultimo martedì prima dell’inizio della Quaresima. In particolare il Martedì grasso è il giorno di chiusura dei festeggiamenti carnevaleschi, dato che la Quaresima inizia con il Mercoledì delle ceneri.
Comprare la maschera o farla in casa? Risparmiando anche molto denaro? Certo, se siete capaci di cucire tutto è può diventare semplice o conveniente. In caso contrario, non abbattetevi. Si può trovare comunque un’alternativa valida per evitare di acquistare una maschera preconfezionata. Le idee certo non mancano. Ci sono innanzitutto le maschere della tradizione carnevalesca. Arlecchino, pulcinella e chi più ne ha più ne metta. Ma di certo non vi mancherà l’inventiva. Un esempio? Qual è l’animale preferito del vostro bambino? Oppure il suo cartone animato preferito? Se poi avete poco tempo o non siete in grado di cucire, cercare mille soluzioni su Internet per evitare di ricorrere ad ago e filo, ma realizzare comunque una maschera all’altezza delle vostre aspettative, è semplicissimo.

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