Tutti in salute con i sali (minerali) della vita 

 In famiglia
13.11.2015

Detti anche elementi essenziali, sono composti inorganici fondamentali per il funzionamento dell’organismo. Costituiscono appena il 4 per cento della massa corporea. Ma sono eliminati costantemente e necessitano di essere costantemente reintegrati. Il ruolo degli oligoelementi nella crescita e nello sviluppo


I sali minerali sono espressioni che individuano alcuni composti inorganici che hanno un ruolo fondamentale nel funzionamento di tutti gli organismi viventi, animali, vegetali, funghi e regni degli organismi più semplici. Per questo motivo, regolando l’equilibrio idrosalino, sono detti anche minerali essenziali o generalmente elementi essenziali. Essi sono infatti costituenti di alcune fondamentali biomolecole, come elemento centrale dei gruppi prostetici di emoglobina e clorofilla, come parte di enzimi deputati alla sintesi delle proteine, costituenti strutturali della crescita e sviluppo di vari organi e tessuti come denti e ossa, alla regolazione dell’equilibrio idrosalino delle cellule.
Essendo in genere elementi chimici, o anioni di ossiacidi, nessuna reazione chimica, e quindi nessun organismo vivente è in grado di sintetizzare autonomamente alcun minerale partendo da altro, pertanto essi devono essere introdotti attraverso l’alimentazione. Nell’uomo la quantità di sali minerali presenti rappresenta circa il 4% del peso corporeo, pertanto il fabbisogno giornaliero è limitato, tuttavia essendo essi eliminati costantemente dall’organismo, attraverso le feci, l’urina ed il sudore, vanno costantemente reintegrati. In base al fabbisogno giornaliero, nell’alimentazione umana, i sali minerali vengono classificati in tre gruppi principali. Macroelementi: il fabbisogno è maggiore di 100 milligrammi (mg) al giorno; microelementi: il fabbisogno è compreso tra 1 e 100 mg/giorno; oligoelementi: il fabbisogno è inferiore a 200 mg/giorno. In chimica analitica, un oligoelemento (dal ὀλίγος, oligo, poco) è un elemento presente in un campione con una concentrazione media inferiore a 100 parti per milione, o inferiore a 100 microgrammi per grammo.
In biochimica e nella nutrizione, un oligoelemento è un elemento chimico che è necessario in quantità minime per una crescita, sviluppo e fisiologia appropriata di un dato organismo è un micronutriente assunto in tracce. Sono detti oligoelementi gli elementi chimici presenti solo in tracce nell’organismo umano, in genere rilevati da studi dell’ultimo quarto del XX secolo, per l’evoluzione delle tecnologie analitiche. Gli studi si sono poi succeduti, fino all’individuazione, se esistente, delle molecole biologiche in genere metalloproteine e vitamine, interagenti con gli stessi. Spesso di questi elementi non si conosce la localizzazione molecolare o la funzione biochimica, sempre se esistente. Il reale fabbisogno di questi elementi non è sempre stabilito né appurato, e molti autori li considerano in gran parte inessenziali. Si tratta di apporti giornalieri dell’ordine dei microgrammi o anche meno. In alcuni casi si tratta di metalli estremamente tossici, anche a basse dosi, e spesso soggetti ad accumulo nell’organismo, per cui il reale dosaggio non deve essere banalizzato. Sono molto più frequenti i rischi da sovradosaggio e contaminazione ambientale. Gli oligoelementi si possono a volte suddividere in elementi traccia ed elementi ultra-traccia. Tra gli elementi traccia ve ne sono alcuni che, secondo la normale suddivisione micro/oligo, rientrano più compiutamente nei primi. In ogni suddivisione, comunque, il dato discriminante è il reale fabbisogno quantitativo. 

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