Vini da fine pasto per un pranzo che conta 

 In Cantina
08.05.2017

Moscato, spumanti dolci e passiti. In Italia c’è solo l’imbarazzo della scelta. Con un’ampia varietà di uve e marchi. Ecco alcuni suggerimenti per abbinare il calice giusto al dolce


E dopo mangiato un buon vino da fine pasto. Un dettaglio fondamentale al termine di un pasto che conta. Con il dolce, come insegnano i sommelier, va servito un vino dolce. E nel panorama della produzione vitivinicola italiana c’è solo l’imbarazzo della scelta. Alcuni alcuni vini adatti per concludere un pranzo o una cena particolari.
Moscato nero CàLustra Zanovello. Una vera rarità, parente rosso del moscato bianco. Le uve vengono fatte appassire sulla pianta ritardandone la raccolta. Una volta spremute e fermentate danno vita a un vino dal colore intenso con riflessi violacei. Si sposa alla perfezione ai dolci a base di cioccolato fondente.
Bera Moscato d’Asti su Reimond. Originario della Grecia ma diffuso in tutto il bacino mediterraneo. Rinfrescante, profumato, dal grado alcolico contenuto (appena il 5%) e con un’elevata effervescenza, è ottenuto dalle uve di una vigna (chiamata Reimond) di 40 anni. I suoi profumi ricordano la salvia, le pesche e il limone.
Passito di Pantelleria Ferrandes. Le uve delle vigne, raggiungono in alcuni casi gli 80 anni. Vengono fatte appassire sotto il sole per una decina di giorni. Quindi si procede alla pigiatura, alla fermentazione e all’invecchiamento. Ne scaturisce un nettare ambrato dai profumi di uva passa frutta secca e candita, perfetta per accompagnare formaggi erborinati, pasticceria secca e da forno.

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