Alla scoperta del lime, l’alter ego del limone 

La sua patria sono la Malesia e l’India. Da dove venne esportato nel Regno Unito. Non si coltiva in Europa né nell’area del Mediterraneo. Ad eccezione dell’Egitto. Molto usato in cucina, il succo viene aggiunto alle macedonie e ai frutti di mare. E spesso in combinazione con il curry. E’ uno degli ingredienti fondamentali della key lime pie e per la preparazione di diversi cocktail. Come la Caipirinha, il Margarita e il Mojito

La limetta, commercialmente conosciuta anche come lime, è un agrume della famiglia delle Rutaceae. E’ un albero di 4-5 metri di altezza. I frutti sono piccoli, ovali o rotondi, dalla buccia sottile; per raggiungere un chilogrammo di peso ne servono una trentina. Se vengono lasciati a maturare sull’albero, assumono un colore giallo fino a leggermente arancio, ma solitamente vengono colti ancora verdi, quando offrono il massimo del gusto e sono più succosi. La polpa è profumatissima e molto agra, in quanto contiene fino al 6% di acido citrico. Può fruttificare tre volte all’anno. A differenza di tutti gli altri Citrus, che sono piante subtropicali, la limetta preferisce il clima dei tropici. Ecco perché è l’unica pianta del suo genere quasi sconosciuta nel Mediterraneo (tranne che in Egitto). Le sue patrie sono la Malesia e l’India, da cui veniva copiosamente esportata verso il Regno Unito per i fabbisogni del personale imbarcato in quanto creduto un rimedio equivalente al limone per la prevenzione dello scorbuto.
La limetta non si coltiva in Europa, ma è ben introdotta nelle Americhe. Negli USA se ne conoscono molte varietà, ma bisogna dire che si tratta perlopiù di errori nella denominazione, il che spesso crea un po’ di confusione. L’unica limetta originale non ibridata è la Citrus x aurantifolia che i Portoghesi portarono in America nel sedicesimo secolo e da allora viene coltivata in Messico ed in Florida. Nel 1992 molte piantagioni furono irrimediabilmente distrutte dall’uragano Andrew. La limetta viene coltivata soprattutto per la produzione dell’olio essenziale che si ricava dalla buccia. L’essenza è infatti molto simile a quella del limone e viene impiegata principalmente nell’industria alimentare per la produzione di bibite analcoliche, anche se è molto apprezzata anche nell’industria dei profumi e dei detergenti. Solitamente viene sposata alla dolcezza delle fragole o del lampone per aromatizzare gomma da masticare. La limetta viene raramente consumata come frutto fresco, ma è molto usata in cucina, anche come valido sostituto del limone. Il succo viene aggiunto soprattutto alle macedonie di frutta e ai frutti di mare, e molto spesso in combinazione con il curry. Rappresenta un ingrediente fondamentale della key lime pie, un dolce tipico della Florida. Il succo del frutto viene inoltre utilizzato per la preparazione di diversi cocktail, come la Caipirinha, Margarita, Mojito, Bacardi e Daiquiri.
Esistono anche molte piantagioni di limette che producono solo piante a scopo ornamentale, trattandosi di pianta sempreverde (come tutti i citrus) e che in condizioni favorevoli fiorisce tutto l’anno. Anche i suoi piccoli frutti colorati sono molto pittoreschi, soprattutto perché rimangono sul ramo a lungo assieme ai fiori del raccolto seguente. A partire dalla scoperta degli effetti antiscorbutici della Vitamina C, la limetta è stata utilizzata dalla Royal Navy inglese come ingrediente aggiuntivo per il grog anche se purtroppo il basso tasso vitaminico del frutto (rispetto ad altri agrumi come il limone) e soprattutto l’abitudine di miscelare il beveraggio in calderoni di rame distruggevano pressoché totalmente il potenziale antiscorbutico del lime; tuttavia questo non portò a una recrudescenza del male negli equipaggi di Sua Maestà perché l’aumentata velocità delle navi dovuta ai progressi tecnici nella navigazione a vela (e l’introduzione del motore a vapore poi) accorciarono tanto i tempi di traversata da impedire che, pur bevendo un ‘rimedio’ inefficace, i marinai stessero in viaggio tanto a lungo da sviluppare i sintomi della malattia.

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