Febbraio, mese del Carnevale e degli agrumi 

Da mangiare, spremere o per preparare ottime marmellate. E per difendersi dai malanni di stagione con una carica di vitamine. Dall’arancia, originario della Cina e importato in Europa dai portoghesi. Al pompelmo, con le sue proprietà antibatteriche

Da spremere, per preparare ottime marmellate o della frutta candita. E perché no, magari solo per mangiarli al naturale. A febbraio, parlare di frutti di stagione vuol dire soprattutto parlare di agrumi.
A cominciare dall’arancia, prodotta dall’arancio, un albero da frutto appartenente famiglia delle Rutacee. È un antico ibrido, ma da secoli cresce come specie autonoma e si propaga per innesto e talea. Originario della Cina e del sud-est asiatico, questo frutto invernale sarebbe stato importato in Europa solo nel XIV secolo da marinai portoghesi (da cui il termine portoghesi per indicare le arance). L’arancio è l’agrume più diffuso nel mondo e se ne coltivano centinaia di varietà. Alcuni frutti sono a polpa bionda (ovale, biondo comune, navelina, washington navel), altri a polpa rossa per via dei pigmenti antocianici in essi contenuti (moro, tarocco, sanguinello), alcuni più grandi e più belli, altri di aspetto più modesto e dalla buccia più sottile, ma più succosi e dunque adatti per spremute. Solo in Italia più di venti varietà vengono coltivate come frutta da tavola e altrettante per spremuta. La definizione Arancia rossa di Sicilia è usata per individuare le varietà di arance polpa rossa (moro, tarocco e sanguinello) che rispettano quanto previsto nel relativo disciplinare “Arancia rossa di Sicilia Igp” (Indicazione geografica protetta). In comune hanno tutte una cosa: l’alto contenuto di vitamina C che ne fa il frutto invernale per eccellenza per difendere l’organismo dai malanni di stagione.
Il pompelmo è un albero da frutto appartenente al genere Citrus, e alla famiglia delle Rutaceae. Il nome comune pompelmo si può riferire tanto alla pianta quanto al suo frutto. È un antico ibrido, probabilmente tra l’arancio dolce e il pomelo, ma da secoli costituisce specie autonoma che si propaga per talea e per innesto. Esistono sul mercato molte varietà di pompelmo, ma una in particolare sta assumendo una certa importanza. Si tratta del pompelmo rosa, la cui colorazione deriva da una mutazione spontanea del pompelmo giallo osservata in Texas nel 1929 e stabilizzata tramite irraggiamento con neutroni lenti. Alcuni studi evidenziano proprietà antimicotiche, antimicrobiche e antibatteriche ad ampio spettro del Gse (Grapefruit-Seed Extract).
Il mandarino è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Rutacee. Il nome comune mandarino si può riferire tanto alla pianta quanto al suo frutto. È uno dei tre agrumi originali del genere Citrus assieme al cedro ed al pomelo. Da quando è stata accettata la teoria secondo la quale tutti gli agrumi derivano da queste tre sole specie, il mandarino ha certo acquistato importanza storica, in quanto si tratta dell’unico frutto dolce tra i tre originali. I mandarini sono normalmente consumati come frutta fresca o lavorati nella produzione di marmellate e frutta candita. Dalla buccia si estrae un olio essenziale che è un liquido di colore giallo oro leggermente fluorescente. Chimicamente si tratta perlopiù di d-limonene che spesso viene sofisticato con l’olio ricavato dal frutto intero non maturo.

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