Convivere con la celiachia? Oggi si può 

 In famiglia
26.09.2016

E’ una malattia immunomediata dell’intestino tenue. Che si manifesta generalmente allo svezzamento ma può manifestarsi a qualunque età. E’ causata da una reazione alla gliadina, una prolammina presente nel grano e in altri cereali comuni, come orzo e segale. Ma oggi in commercio sono sempre più numerosi i cibi senza glutine che bloccano i sintomi del disturbo

La celiachia o malattia celiaca è una malattia immunomediata dell’intestino tenue. Può colpire individui di tutte le età e riconosce una predisposizione genetica. Generalmente (forma classica) i sintomi si presentano allo svezzamento. I sintomi includono diarrea cronica, dolore addominale, gonfiore addominale, ritardo della crescita nei bambini e astenia. In certi casi (forme atipiche) questi sintomi possono essere assenti e possono esservi sintomi extraintestinali, tra cui sintomi neurologici e correlati al malassorbimento; in questi casi la diagnosi è spesso fatta in età adulta.
Si ritiene che la malattia possa interessare da 1 su 1.750 a 1 su 105 persone negli Stati Uniti. La celiachia è causata da una reazione alla gliadina, una prolammina (proteina del glutine) presente nel grano e da proteine simili che si trovano nelle tribù di Triticeae, che comprendono altri cereali comuni, come orzo e segale. L’esposizione alla gliadina causa una reazione infiammatoria. Ciò porta ad una progressiva riduzione dei villi che rivestono l’intestino tenue (atrofia dei villi) fino alla loro completa scomparsa. Ciò interferisce con l’assorbimento delle sostanze nutritive, in quanto i villi intestinali ne sono responsabili. L’unico trattamento efficace conosciuto è una permanente dieta priva di glutine.
Il termine "celiaco" è stato introdotto nel XIX secolo grazie a una traduzione di quella che viene generalmente considerata come una delle prime descrizioni in greco antico della malattia da parte di Areteo di Cappadocia. Disturbi simili come sintomatologia sono i cosiddetti disturbi glutine-correlati, come l’allergia al frumento e la sensibilità al glutine. La prima è una reazione allergica tipica, la seconda è simile alla malattia celiaca ma senza danni ai villi intestinali e spesso senza presenza di marcatori specifici per la celiachia nel sangue.

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