Affumicatura, tra storia e sapori 

 Il Tagliere
04.10.2017

E’ un’antica tecnica di conservazione, cottura e aromatizzazione degli alimenti. Che consiste nell’esporre un prodotto alimentare al fumo provocato dalla combustione di legno. Può essere a freddo e a caldo. Ma di recente si è aggiunta anche la procedura a liquido

L’affumicatura o affumicamento è un’antica tecnica di conservazione, cottura e insaporimento degli alimenti. Questa tecnica consiste nell’esporre un prodotto alimentare al fumo provocato dalla combustione di legno avente una bassa quantità di resina. Vi sono due principali tipi di affumicature: a freddo e a caldo. Ad esse una tecnica di più recente introduzione: l’affumicatura a liquido.
Nell’affumicatura a freddo, il processo richiede da circa 24 a 48 ore (a seconda del cibo) e la temperatura deve essere mantenuta fra i 16 e i 26 °C. Questo tipo di processo viene utilizzato per conferire agli alimenti un’alta capacità di conservazione. Nell’affumicatura a caldo, la temperatura dev’essere compresa fra i 60 e i 75 °C. Solitamente si esegue prima l’affumicatura a freddo e poi a caldo. Questa forma di conservazione degli alimenti ha origine nell’antichità. Questo processo di conservazione, confrontato con la messa sotto sale si distingue per la grande efficienza e si differenzia in quanto il sale assume l’umidità dai cibi senza intaccarne le qualità organolettiche originali, mentre nell’affumicatura i sapori vengono fortemente alterati. Nell’affumicatura a liquido, i cibi non vengono a diretto contatto con il fumo: esso viene condensato e distillato in acqua, per poi essere unito in questa forma agli alimenti, che ne assumono il sapore, senza esserne esposti.
In Europa, l’ontano era il legno impiegato tradizionalmente per l’affumicatura, ma ora è la quercia la più utilizzata, insieme al faggio, in misura minore. In Nord America, il noce bianco americano, la mesquite, la quercia, il pecan, l’ontano, l’acero e alberi da frutto come il melo, il ciliegio e il pruno, sono comunemente utilizzati per produrre il fumo. Oltre al legno, è possibile impiegare altri combustibili, talvolta aggiungendo anche ingredienti aromatizzanti. Alcuni produttori nordamericani di prosciutto e pancetta, ad esempio, fanno affumicare i loro prodotti bruciando pannocchie. La torba viene bruciata per asciugare e affumicare il malto d’orzo usato per fare whisky e alcune birre.

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