E’ primavera, e la natura si risveglia 

Inizia con l’equinozio, uno dei due momenti dell’anno nei quali il giorno e la notte hanno la stessa durata temporale. Una condizione che si verifica due volte: a marzo e a settembre. Con il cambio di stagione cambiano anche le abitudini alimentari. Ecco come

La primavera è una delle quattro stagioni in cui si divide l’anno. Si distingue in astronomica e meteorologica. Nell’emisfero boreale la primavera inizia con l’equinozio, che avviene tipicamente il 20 marzo. Così come nel primo giorno d’autunno, le ore di luce e buio sono equivalenti; in seguito, il dì continua ad allungarsi fino al solstizio estivo. A sottolineare l’aspetto è anche la rinascita della natura: elementi tipici sono, infatti, il rifiorimento di alberi, campi e piante. La stagione termina attorno al 21 giugno, in corrispondenza del solstizio estivo.
Per quanto riguarda l’emisfero australe, la primavera va dal 23 settembre al 21 dicembre (coincidendo con l’autunno boreale). Per l’aspetto meteorologico, la primavera viene invece considerata come la stagione compresa tra il 10º marzo e il 31 maggio. È così definita, insieme all’autunno, come stagione intermedia tra le altre due, la più fredda e la più calda, inverno ed estate. La primavera è vista come la stagione della natura, del rifiorimento e delle rinascite. I suoi colori, corroborati dall’aria nuova dopo il letargo invernale, segnano un risveglio che sfocerà nell’estate. L’astrologia e lo zodiaco collocano in primavera i segni di Ariete (fuoco), Toro (terra), Gemelli (aria).
La primavera inizia con l’omonimo equinozio (dal latino aequinoctium, derivato a sua volta da “aequa-nox” cioè “notte uguale” in riferimento alla durata del periodo notturno uguale a quello diurno). L’equinozio è quel momento della rivoluzione terrestre intorno al Sole in cui quest’ultimo si trova allo zenit dell’equatore. Esso ricorre due volte durante l’anno solare e, in tale momento, il periodo diurno (ovvero quello di esposizione alla luce del Sole) e quello notturno sono uguali, giungendo i raggi solari perpendicolarmente all’asse di rotazione della Terra.
Gli equinozi occorrono a circa sei mesi di distanza l’uno dall’altro, più precisamente a marzo e a settembre del calendario civile; analogamente ai solstizi, essi sono convenzionalmente assunti come momento di avvicendamento delle stagioni astronomiche sulla Terra. Nell’emisfero boreale l’equinozio di marzo segna la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, mentre quello di settembre termina l’estate e introduce l’autunno. Viceversa accade nell’emisfero australe, dove l’autunno entra all’equinozio di marzo e la primavera in quello di settembre.
All’occhio di un osservatore sull’equatore, agli equinozi il sole sorge e tramonta rispettivamente all’est e all’ovest geografico, e a mezzogiorno è allo zenit; ciò comporta anche una durata del dì pressoché identica a quella della notte. Il centro del disco solare è sopra l’orizzonte per dodici ore consecutive, anche se il fenomeno di diffusione atmosferica della luce fa sì che la Terra sia illuminata già da circa mezz’ora prima dell’alba a circa mezz’ora dopo il tramonto; inoltre la rifrazione fa sì che la figura del Sole, che all’alba attraversa una porzione più spessa d’atmosfera, appaia in una posizione diversa da quella in cui dovrebbe essere visibile se non filtrata dall’atmosfera (es. sulla Luna, dove non esistono zone intermedie tra la luce piena e il buio assoluto); infine, le dimensioni del disco solare fanno sì che quando il suo centro supera la linea dell’orizzonte già una porzione di esso lo ha superato (o debba ancora superarlo, se al tramonto).
In entrambi gli equinozi il sole passa a sud del tropico del Cancro e a nord di quello del Capricorno; allo zenith equatoriale il sole si trova declinato di 66°33’ su entrambi i tropici e di 23° 27’ su entrambi i circoli polari. Gli equinozi segnano anche il momento di passaggio da un minore a un maggiore periodo di insolazione durante la giornata rispetto a quello di buio e viceversa: rispettivamente nell’emisfero boreale e in quello australe, immediatamente dopo l’equinozio di marzo il periodo di luce è maggiore (e minore) di quello di buio; viceversa accade dopo l’equinozio di settembre, in cui il periodo di luce solare nell’emisfero nord è più breve di quello di buio mentre in quello sud è maggiore.
Con il cambio di stagione, cambiano anche le abitudini alimentari. Basta ai cibi calorici dell’inverno. Meglio stare leggeri e prediligere alimenti che aiutino a depurare l’organismo. Verdura e frutta di stagione, cotture semplici al vapore, al cartoccio o in umido. E, ovviamente, tanti liquidi tra cui centrifugati e tè verde. Da preferire al caffè.

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